Loggiato Vasariano Arezzo

Se ti stai chiedendo cosa vedere ad Arezzo, sicuramente non hai ancora avuto modo di conoscere questa incantevole cittadina della Toscana. Tra i punti più significativi di Arezzo, c’è Piazza Grande proprio nel mezzo del centro storico. Da questo punto deve iniziare la tua visita destinata ad esplorare le bellezze di un tessuto urbano che conserva pregevoli opere architettoniche, tra le quali il Palazzo delle Logge che incornicia il lato più alto della piazza.

Loggiato Vasariano Arezzo

Loggiato Vasariano Arezzo

Era quasi la fine del XVI secolo quando il Comune della città chiese al Vasari di progettare questo edificio che fu terminato solo nel 1595 e che il Vasari non vide compiuto. Nonostante il fatto che i lavori furono seguiti da Alfonso Parigi che gli subentrò alla morte, Vasari progettò il palazzo più bello di tutta Arezzo e che produsse un radicale cambiamento del tessuto urbano della piazza dove fu costruito.

Infatti, fu necessario ridurre lo spazio allora presente per riempire un intero lato con una cortina che, grazie alle linee architettoniche e ad un porticato luminosi, generò un innovativo risultato estetico.

Piazza Grande può definirsi una tra le piazze più belle del nostro Paese e la più antica presente in città. Questo è frutto della coniugazione di differenti stili architettonici presenti che furono edificati in varie epoche che le donano una precisa identità.

Tra le costruzioni risalente al Medioevo come la Torre dei Làppoli e Palazzo Tofani, emerge il palazzo del Cinquecento che è arricchito dal Loggiato Vasariano che si innesta alla pieve di Santa Maria, al Palazzo della Fraternita dei Laici e al palazzo del Tribunale.

Puoi vedere la personalità di questa piazza sia dalla leggera pendenza della stessa che dalla sua trapezoidale forma dove si notano imperiose, le torri mediovali.

Tornando al poderoso Loggiato Vasariano, questo può senza dubbio considerarsi come uno delle più riuscite espressioni del rinascimento italiano. La sua storia nasce il 23 gennaio 1573, un anno prima della morte del suo ideatore, che progettò di farlo costruire sulle rovine del Palazzo del Popolo e del Palazzo del Comune, distrutti sotto l’ordine di Cosimo I° de Medici.

Le Logge Vasariane presentano una lunghezza di 125 metri e la loro dimensione occupa ben tremila metri cubi, fungendo da corona alla parte nord di Piazza Grande.

La storia narra che le Logge Vasariane dovevano agire come una sorta di sipario per celare la città di Arezzo che si estendeva verso la Fortezza Medicea a monte delle Logge stesse. Vengono attualmente definiti ‘portici’ ma la definizione è errata in quanto queste sono una copertura alle tante botteghe che sono presenti sotto delle stesse. Vasari pensò di rompere la teoria di logge continue con la scalinata che al centro, conduce a quella che era la parte protetta di Arezzo.

Nello speciale itinerario “Arezzo cosa vedere”, nelle Logge Vasariane –una volta riservata alla nobiltà del tempo- si può ammirare il bassorilievo dedicato a Giorgio Vasari che fu posto nel primo pilastro delle Logge in occasione dei 400 anni dai suoi natali.

Sempre alla fine del XVI secolo e, ricavato sotto le Logge Vasariane, fu terminata la costruzione del Teatro Coperto sempre a firma dello stesso Vasari e che fu inaugurato nel 1612 approfittando della visita in città di Cosimo II, Granduca di Toscana. Il teatro, chiamato Stanzone delle Commedie, venne trasformato nel 1740 in Teatro Nuovo della Fraternita per poi essere modificato nuovamente diventando Teatro Grande della Fraternita.

Ebbe vita fino a metà del XIX secolo quando la venne snaturato diventando l’aula della Corte di Assise del Tribunale.

Incantevole l’idea che ebbe il Vasari nel progettare il passaggio aereo che permette la connessione tra il Palazzo della Fraternita dei Laici (ubicato nella parte superiore delle Logge) e il Teatro Grande. Lo scopo era semplice: evitare alla nobiltà e ai Rettori della Fraternità di attraversare la sottostante piazza, mischiandosi inevitabilmente con la plebe che l’affollava.

Photo credit: Loggia del Vasari

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